|
«Fare il sindaco non è un compito semplice. Siamo di fronte a
grandi trasformazioni della società, a una crisi economica
strisciante, a contenuti nuovi, ai bisogni di una comunità che
si sta trasformando repentinamente anche dal punto di vista
della sua composizione, a un mondo in cerca di nuovi equilibri
che appaiono ogni giorno più difficili, producendo
conflittualità e incertezza. Non è facile dare risposte a questi
problemi: non abbiamo ricette preconfezionate a cui fare
riferimento, ma soltanto percorsi della storia politica da
riallacciare con una pazienza che richiede sforzi talvolta
veramente enormi.
Ma fare il sindaco significa anche
spendere parte del proprio tempo per la propria città, per la
sua crescita, per la costruzione di un sogno locale che
migliorando lo spazio fisico e sociale arricchisce le persone, e
anche se stessi. Ogni cittadino deve dedicare parte del suo
tempo alla sfera sociale perché la città pubblica comprende
sempre e comunque ognuno di noi, e ognuno di noi esiste nel suo
essere sociale solo perché c’è un altro a cui riferirsi per
costruire quotidianamente e duramente il futuro. Anche nella
nostra difficile città dedicare tempo e impegno a questo
obiettivo, in ogni forma possibile, mi risulta necessario».
|